Comitato per la salvaguardia dell'  Arredo Urbano                                                                                             

<< Home Deduzioni Generali

 

         Per troppi anni a Trieste vi è stata una sistematica distruzione del selciato originario. Dapprima con una selvaggia asfaltatura, successivamente con la demolizione, nel vero senso della parola delle pietre originarie (vedere le Galleria di immagini). Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi di tutti, come se la cosa non ci riguardasse, invece quanto è stato distrutta è  un bene culturale  pubblico, appartenente allo Stato, alle Regioni, è un bene tutelato "ope legis" . 

         Poichè per la legge "Codice Urbani" tutto ciò che ha più di 50 anni è patrimonio è assolutamente indispensabile, per la tutela di questo immenso, ma disprezzato patrimonio, chiediamo  :

                   *      Mappatura  dei lastricati a completamento del  progetto “Atlante” ad opera dell’ Università di Architettura di Trieste

               *    Che in occasione di lavori di manutenzione stradale venga instaurato un libro di carico e scarico del materiale che viene asportato e di quanto invece è già presente nei depositi (solo una parte infinitesimale di quanto originariamente presente nelle vie cittadine).

                   *        Rispetto del codice Urban per ogni singola pietra  presente sul suolo cittadino durante ipotetici lavori di scavo o asfaltatura con rimozione, schedatura, messa a dimora nei magazzini con conseguente  compilazione del libro di carico e scarico

                   *       Che i prossimi progetti di riqualificazione delle zone pedonali  prevedano il recupero delle pietre orginali e che qualora queste ultime siano insufficienti, vengano prese da strade limitrofe,

                   *      Che le pietre che si trovano nel terrapieno di Barcola e nei magazzini (se è vero che ce ne sono) vengano usate per completare i futuri restauri delle seguneti piazze : Piazza Ponte Rosso, Piazza Tommaseo, Piazza della Borza, Piazza Venezia.

                   *       Che la qualità delle pietre per un loro riuso, e che si trovano attualmente sotto l' asfalto, venga stabilita da un organo esterno, come potrebbe essere la facoltà di architettura di Venezia, e non la ditta che ha vinto l'appalto dei lavori.

         Si ricorda che tutte le Rive,  il borgo Teresiano ed altre zone  sono lastricate,  questo vuol dire che in futuro, molte strade e piazze dovranno, con la supervisione della Sovrintendenza, tornare allo stato originario. Le Rive stesse dovranno essere restaurate con i masegni che a loro tempo furono tolti (per es. davanti la Stazione Marittima) e che sono stati, a detta del Comune, custoditi nei magazzini per una loro successiva ricollocazione al loro posto originale.


Engineered by M.D.R.