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Le "Riqualificazioni" delle piazze a Trieste:

Le "riqualificazioni" al posto del Restauro Scientifico, hanno fatto sì che  

 Trieste perdesse il suo "unicum" storico-architettonico. Queste immagini ne sono la prova : 

Piazza Goldoni

Già “Piazza della Legna”. Di questa denominazione non conserva nulla: la parte verso il centro della piazza è stata delimitata da un moderno, colossale e squadrato “lavaggio per auto”, da cui scorre acqua che – con la bora – inonda i passanti ed è stato, quindi,  chiuso. Il manufatto è sovrastato da un cilindro di color verde, per il quale  i triestini hanno coniato un altro termine : “PortaCD”. Un lato della piazza è contornato da un muretto in calcestruzzo che, in origine, doveva raggiungere i tre metri, un altro è delimitato da quattro pennoni portabandiera ed il terzo è stato risparmiato (per mancanza di idee?). Uno scalino centrale completa il guazzabuglio di idee.


Piazza Vittorio Veneto

I due giardini originali, eleganti, discreti, con bassa vegetazione per permettere la visione unica della piazza, contornati da sopralzi in pietra del Carso sono stati sostituiti da due abbeveratoi centrali, panchine in pietra e, dal lato del Palazzo delle Poste da una serie di forche in alluminio con lampade al neon, su cui dovrebbero arrampicarsi improbabili gelsomini, piantati in contenitori di plastica. La piazza, contornata da paletti in acciaio brillante, ha conservato come residuo originale solamente la bella fontana centrale; sul lastricato moderno, intercalato da infinite linee bianche, si può giocare a ascacchi..


Piazza Unità

L’on. Sgarbi l’ha ribattezzata “l’aeroporto cittadino”. Con le sue lucette blu e bianche, in effetti, l’impressione è quella delle luci delimitanti una pista aeroportuale. Ed i vecchi masegni? Niente paura! Venduti, nonostante le leggi di tutela, vengono pubblicizzati su riviste di architettura per abbellire i porticati rurali.


Piazza Venezia

Dell’originalità ottocentesca non conserva nulla se non la statua del povero Massimiliano, fatto traslocare a metà dicembre da Miramare, che dovrà combattere con gli alberi, posti a ridosso, per poter emergere (d’estate sarà invisibile). I masegni originali, risultanti intatti sotto il manto d’asfalto, sono stati divelti e sostituiti – in grandissima parte – con le solite piastrelle in pietra muggesana, intercalata da strisce di pietra bianca e un po’ di lastroni originali in mezzo: la solita arlecchinata, diventata il simbolo degli architetti comunali A rendere ancora più improbabile il tutto, le panchine composte da due lunghe file di cubi in marmo prontamente appellati con i nomi più svariati : pastecreme, bidè, vespasiani senza separè, più sintericamente : "monade". Si notino anche i fanali senza vetro e le sproporzionate aiuole in terra rossa : i così detti : campi da tennis.....


Piazza Monte Re a Opicina

Era una piazza gradevole, contornata da alberi di alto fusto, con al centro diverse aiuole contornate da pietre del Carso ed i vialetti coperti da ghiaino. Su di un lato una cappelletta, in semplice stile carsico, con all’interno una Madonnina per la devozione dei fedeli. Il giardino è stato raso al suolo, la cappelletta demolita e la madonna rinchiusa in una teca di vetro mentre al ghiaino sono state sostituite le solite piastrelle di pietra che, in estate, trasformano il sito in un deserto dei Gobi.

 

 


Piazza Puecher

La tipica piazzetta rionale, posta nella parte più tipica e popolare di Trieste, è stata manomessa come tutte le altre; qui, però, la fantasia del progettista  ha voluto inserire, quasi fossimo sul piazzale di un asilo infantile, figure di giovinetti che fanno il girotondo, il gioco del portone, tutto raffigurato sempre sulle solite piastrelle moderne, facendo – nel contempo – scomparire la tipica fontana per l’approvvigionamento idrico (unica con doppia protezione antibora). In quale giardino di privati sarà finita? La denuncia effettuata in Procura della Repubblica non ha avuto seguito alcuno.